La fantasia è come un'idea: non cerca verità, la crea

mercoledì 30 aprile 2014

Ritratto al nero di seppia


Ho  scoperto, sapete, sapori che ricordano le voci delle armoniche. A volte vedo vecchi ricordi cantare e parlare, loro mi cercano senza intoppi né rattoppi. E sono loro che mi lanciano richiami di vecchi sofà macchiati e di grandi orizzonti scordati. Amici miei dell'Alba, siamo passati e centrifugati, come profumati fondi di caffè, amici miei che cantate, vorrei vedervi stonare ma non credo che questo possa rientrare nei miei parametri da scocciata conformista, coscienza disfatta. 
Bimbo che racconti storie d'amore a microfoni dall'aria perplessa, sei una foto viva e sbiadita che parla quando il tempo si fa da parte. Grazie ai Beatles che rompono le corde di chi si è fatto troppo distratto da dimenticare tutto. Voi, scoppi randagi che si nascondono sotto le tettoie a farsi beffe degli anni, piccole fiamme che ruzzolano giù dal burrone ridendo, riaggiustatemi i pensieri più sinceri. Staranno da qualche parte per strada. Siamo in quella pausa lenta che ricorda la notte, i banchi e i libri, che non si sporca di battaglia, che parla come se avesse guardato solo in alto. Siamo il rifugio delle parole cullate e delle canzoni, qui ci sono destini senza dubbi, solo archi pronti a scoccare. Qui siamo i nostri ieri, siamo vivi e amiamo sperare.

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